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News | Dal 24 febbraio al 12 aprile 2020 al via la prima edizione della campagna #DolomitesMuseum

Evento
18 Febbraio 2020

Dal 24 febbraio al 12 aprile 2020 al via la prima edizione della campagna #DolomitesMuseum

Social network, web e radio per un racconto diffuso
del Patrimonio Mondiale Dolomiti UNESCO

7 settimane, 7 parole chiave e i musei dolomitici pronti a raccontarle: questi gli ingredienti della campagna tematica #DolomitesMuseum lanciata dal progetto ‘Musei delle Dolomiti’ della Fondazione Dolomiti UNESCO. Le tante collezioni dei singoli musei si uniscono nel web per raccontare un patrimonio comune. Da Carnevale fino a Pasqua, i social network ospiteranno un racconto corale delle dolomiti attorno a sette hashtag: dalla vita in pendenza alle mascherate alpine, dalla geologia alla storia degli sport, dalla mobilità al futuro delle Dolomiti. Tutti potranno partecipare, condividendo testimonianze, ricordi e riflessioni utilizzando l’hashtag #DolomitesMuseum

Al via la campagna #DolomitesMuseum: scopri come funziona

Dal 24 Febbraio al 12 Aprile 2020 al via la prima edizione della campagna #DolomitesMuseum: 7 settimane in cui i musei delle Dolomiti saranno protagonisti di un racconto corale e diffuso sui social network che permetterà di scoprire, in rete, le tante sfaccettature del patrimonio dolomitico. Il racconto collettivo di #DolomitesMuseum si avvierà la settimana di Carnevale e proseguirà fino a Pasqua: ogni settimana sarà dedicata a una tematica, attorno alla quale tutti – musei, associazioni, utenti della rete – saranno invitati a contribuire con le proprie collezioni, ricordi, testimonianze, riflessioni. La campagna #DolomitesMuseum si ispira a iniziative internazionali come la #MuseumWeek o #Museum30, che ogni anno invitano i musei a raccontarsi sui social network attorno a hashtag condivisi.

La campagna si sviluppa all’interno del progetto “Musei delle Dolomiti” avviato nel 2019 dalla Fondazione Dolomiti UNESCO con lo scopo di studiare e sperimentare attività in ‘rete’ tra i diversi Musei che racchiudono una parte del Patrimonio delle Dolomiti. Il digitale gioca un ruolo centrale in questa sinergia, perché permette ai singoli musei e attori culturali di unire le proprie collezioni all’interno di un racconto corale. Il Patrimonio UNESCO diventa così ancora più ricco e accessibile per residenti e visitatori.

Sette sono gli hashtag attorno ai quali si declinerà il racconto. Si partirà nella settimana di Carnevale (24 febbraio -1 marzo), con #mountainrites, per condividere le forme rituali che accomunano diverse vallate; si proseguirà la settimana successiva (2 – 8 marzo) con #inclinedliving, per riflettere su come la pendenza ha influenzato la vita sul territorio. La terza settimana (9-15 marzo) sarà dedicata all’elemento che costituisce le Dolomiti: la roccia: con #handsinstone, tutti saranno invitati a condividere le storie racchiuse in un semplice sasso. Si proseguirà con #crossthepass (16-22 marzo), un invito a condividere le storie dei passi dolomitici e riflettere su come è cambiata e sta cambiando la mobilità in montagna. Nella quinta settimana (23-29 marzo), la campagna inviterà a riflettere sulla cultura sportiva utilizzando l’hashtag #sportsculture, condividendo racconti, testimonianze della storia degli sport nelle Dolomiti e dei suoi protagonisti. Il racconto proseguirà con #differentimes (30 marzo-5 aprile), aprendo una riflessione sui diversi modi di vivere e percepire il tempo nelle Dolomiti, e si concluderà la settimana di Pasqua (6-12 aprile) con uno sguardo al futuro: attorno all’hashtag #dolomiteschange si raccoglieranno riflessioni e desideri di cambiamento attorno alle sfide che attendono questo territorio Patrimonio Mondiale. Per riflettere la varietà di lingue che caratterizza il territorio e per aprirsi a un pubblico internazionale, gli hashtag sono stati tradotti in 3 lingue (inglese, italiano, tedesco).

La campagna #DolomitesMuseum si estenderà anche alle radio locali con degli approfondimenti dedicati, curati da ciascun museo. Tutti gli interventi (post sui social network, interventi radiofonici) saranno raccolti dal museo virtuale DOLOM.IT componendo, cosí, un racconto digitale del patrimonio dolomitico che verrà sviluppato insieme ai partecipanti al progetto durante i prossimi mesi.

Gli ideatori della campagna #DolomitesMuseum

I sette hashtag sono stati individuati dai 30 operatori culturali che si sono incontrati lo scorso 17 gennaio a Seravella, nell’ambito di un workshop curato dai coordinatori del progetto Stefania Zardini Lacedelli e Giacomo Pompanin. Oltre ai tre capofila tematici del progetto – il Museo Etnografico della Provincia di Belluno, il MUSE – Museo delle Scienze e Dolomiti Contemporanee – hanno aderito alla campagna altri 12 enti provenienti da tutte e cinque le Province UNESCO: il Museum Ladin Ciastel de Tor, l’Ufficio Parchi Naturali di Bolzano, il Museo geologico delle Dolomiti di Predazzo, Carnia Musei con il Museo Bruseschi e il Museo dell’Orologeria di Pesariis, l’Ecomuseo Lis Aganis, il Museo degli Usi e Costumi della Gente Trentina di San Michele all’Adige, il Museo Marmolada Grande Guerra, il Museo dell’Occhiale di Pieve di Cadore, la Magnifica Comunità di Cadore, il Museo Civico Archeologico di Mel, il Museo Longarone Attimi di Storia, la Fondazione G. Angelini e Dolomiti Project.

Questi saranno i musei che nelle prossime settimane pubblicheranno, dai propri profili social Facebook o Instagram, testimonianze e racconti relativi ai sette temi della campagna. Ma altri potranno aggiungersi: sarà sufficiente pubblicare, di settimana in settimana, i propri post utilizzando l’hashtag corrispondente insieme a quello della campagna #DolomitesMuseum. Sarà possibile seguire il racconto diffuso digitando l’hashtag #DolomitesMuseum o collegandosi ai profili social della Fondazione Dolomiti UNESCO e di Museo DOLOM.IT, che raccoglieranno tutti i contributi.

Per approfondire:

I sette hashtag di #DolomitesMuseum

Hashtag mountain rites#mountainrites (24 febbraio-1 marzo)
Il primo hashtag è dedicato alle tradizioni del territorio dolomitico: dalle leggende ai canti, dai racconti ai proverbi, dalle ricette tradizionali alle mascherate tipiche del periodo invernale, che vedono nel Carnevale il momento del risveglio della natura. “La popolazione dolomitica ha un profondo legame con forme rituali che accomunano tutte le vallate” afferma Daniela Finardi del Museo degli Usi e Costumi della Gente Trentina, ” e con questo hashtag invitiamo a condividere come queste tradizioni vengono mantenute e come sono vissute oggi”.

hashtag inclined living#inclinedliving (2-8 marzo)
La settimana dal 2 all’8 marzo è dedicata alla pendenza: dall’insediamento ai modi di camminare e di arrampicare; dalla fienagione alla transumanza fino alle forme di vita in alta quota. “La pendenza è un elemento che accomuna tutti noi che viviamo in montagna e che può essere letto da diversi punti di vista: antropologici, artistici, scientifici – afferma Daniela Perco, antropologa ed ex Direttrice del Museo Etnografico della Provincia di Belluno -. Con questo hashtag vorremmo stimolare una riflessione anche al modo in cui la pendenza è stata vissuta in passato e di come viene vissuta dalle generazioni che abitano oggi questo territorio: diversi gli strumenti e diverso il modo di percepire il contesto montano”.

hashtag hands in stone#handsinstone (9-15 marzo)
Questa settimana è dedicata all’elemento che costituisce le Dolomiti: la roccia. I geologi l’hanno studiata, i nostri nonni l’hanno lavorata, dentro di essa i soldati della Grande Guerra hanno trovato riparo. “#handsinstone è un invito a prendere in mano i sassi e a raccontare le storie che racchiudono” dice Emiliano Oddone di Dolomiti Project. “Con questo hashtag vorremmo creare un racconto partecipato della presenza della roccia nella nostra storia e nel nostro paesaggio” aggiunge Chiara De Biasio, del Museo Archeologico di Mel.

hashtag cross the pass#crossthepass (16-22 marzo)
I passi hanno sempre caratterizzato la mobilità in montagna: ma i modi di attraversarli sono cambiati nel tempo. “La mobilità in montagna è una sfida per il futuro: ma per guardare al futuro dobbiamo conoscere il nostro passato” afferma Stefan Planker, Direttore del Museum Ladin Ćiastel de Tor. “Quelle che oggi sono strade percorse dai turisti alla ricerca di panorami mozzafiato, una volta erano vie che bisognava oltrepassare per sopravvivere o trovare fortuna – continua Chiara Aviani, responsabile dell’Ecomuseo LisAganis -. In questa settimana condivideremo le storie dei passi e il cambiamento della loro funzione nel tempo”.

hashtag sports culture#sportsculture (23-29 marzo)
Come immaginare le Dolomiti senza gli sport? Questa settimana porterà alla scoperta di come sono nati e si sono evoluti gli sport in montagna, quali ne sono stati i pionieri e come gli eventi sportivi che hanno contribuito a farle conoscere in tutto il mondo hanno trasformato il territorio. “Lo sport è (dovrebbe essere) cultura. Gli sport alpini sono, prima che un mercato, una parte dell’identità costitutiva della montagna. – afferma Gianluca D’Incà Levis, ideatore di Dolomiti Contemporanee -. Alpinismo, arrampicata, sci: che montagna sarebbe, senza di loro? Naturalmente, essi giocano un ruolo centrale anche nell’economia di questi territori. Con questo hashtag vorremmo invitare a guardare anche i futuri eventi sportivi come un’occasione di crescita culturale, di riflessione sul paesaggio e sulla sua corretta fruizione”.

hashtag different times#differentimes (30 marzo-5 aprile)
Il tempo, in montagna, ha molte sfaccettature: c’è il tempo geologico, il tempo vissuto, il tempo atmosferico. E, soprattutto, il tempo non scorre per tutti alla stessa velocità. “Con questo hashtag ci rivolgiamo a chi abita questi luoghi e a chi viene a visitarli” affermano Anna Angelini, della Fondazione G. Angelini, e Manuela Solari, del Museo dell’Orologeria di Pesariis. “Vorremmo raccogliere la pluralità di queste percezioni: il tempo di chi abita, il tempo di chi ritorna, il tempo di chi viene in visita per una toccata e fuga o per cercare un rapporto profondo con il territorio che lo circonda”.

hashtag dolomites change#dolomiteschange (6-12 aprile)
L’ultimo hashtag invita a guardare al futuro di questo territorio, ai cambiamenti che ciascuno vorrebbe vedere. “Le Dolomiti ci parlano del passato più remoto, ma proprio questo passato può aiutarci comprendere meglio i cambiamenti in atto e ad attrezzarci per affrontare le nuove sfide che ci aspettano” afferma Riccardo Tomasoni, geologo del MUSE e responsabile del Museo Geologico delle Dolomiti di Predazzo. “E tante di queste sfide sono già in atto: dalla battaglia contro lo spopolamento al cambiamento climatico, dall’innovazione tecnologica ai grandi eventi sportivi” continua Cristina Busatta, responsabile del Museo etnografico della Provincia di Belluno. “Con questo hashtag invitiamo tutti a raccontare quale futuro immaginano per le Dolomiti, e qual è il cambiamento che vorrebbero vedere!” conclude Romina Darman, del Museo Marmolada Grande Guerra.

Il progetto “Musei delle Dolomiti”

Il progetto,  realizzato con il contributo del Fondo Comuni confinanti nell’ambito del progetto “Valorizzazione del territorio attraverso azioni di gestione e comunicazione integrata del WHS Dolomiti UNESCO”, ha come obiettivo indagare quali pratiche e sinergie i musei del territorio possono attivare per promuovere, in rete, la ricchezza del patrimonio Dolomiti UNESCO.  Il progetto, avviato a febbraio 2019, ha coinvolto, finora, più di 50 professionisti culturali nell’intero arco dolomitico delle 5 Province UNESCO attraverso interviste, workshop e tavoli partecipativi. Il filo conduttore che unisce le diverse iniziative è: utilizzare le nuove pratiche e filosofie digitali come volano per diffondere la ricchezza dei musei al di fuori dei confini geografici, coinvolgere le comunità nel racconto di questa bellezza e attivare nuove sinergie tra gli attori culturali del territorio. Di seguito il video di presentazione del progetto: una panoramica a tutto campo che mette in risalto la stratificazione dei paesaggi, dei patrimoni dolomitici e dei tantissimi musei che raccontano gli uni e gli altri.

A02_MarchioFCC_RGBQuesta attività è inserita nel progetto “Valorizzazione del territorio attraverso azioni di gestione e comunicazione integrata del WHS Dolomiti UNESCO”, realizzato con il contributo del Fondo Comuni confinanti.

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