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News | CdA della Fondazione, si lavora per la Strategia complessiva di gestione e per il turismo sostenibile

Area Comelico_S.Rizzotto World Heritage
23 novembre 2015

La prima bozza del documento riguardante il turismo è stata elaborata da Cesare Micheletti in collaborazione con l’EURAC e le cinque province che compongono il territorio tutelato dall’UNESCO come Patrimonio mondiale dell’umanità.

“Il piano sul turismo sostenibile – sottolinea il Presidente della Fondazione Richard Theiner – rappresenta un passaggio chiave della Strategia generale di gestione delle Dolomiti, e nel corso del 2016 dovrà essere valutato dall’UNESCO che effettuerà anche un’ispezione sul territorio. Il Consiglio di amministrazione della Fondazione ha espresso parere favorevole alla bozza presentata, entro la fine dell’anno sarà pronto il testo definitivo”.

Oltre che di turismo, durante il CdA della Fondazione Dolomiti UNESCO si è parlato anche di mobilità sostenibile, a partire dal progetto riguardante una piattaforma digitale sul trasporto pubblico che dovrebbe vedere la luce entro la prossima estate e per il quale è stato assegnato un incarico ufficiale. Si tratta in sostanza di un portale web che servirà da motore di ricerca per avere accesso a tutte le informazioni e a tutti gli orari dei servizi di trasporto pubblico delle cinque province coinvolte. Sempre a proposito di mobilità, inoltre, il Consiglio di amministrazione ha approvato lo studio sul traffico lungo i passi dolomitici elaborato dall’EURAC.

Stessa sorte, ovvero la pubblicazione sul web, anche per quanto riguarda il documento riassuntivo della serie di incontri #DOLOMITI2040, sorta di think thank su idee e proposte per il futuro delle Dolomiti patrimonio UNESCO svoltosi nei mesi scorsi.

L’organo direttivo della Fondazione, inoltre, ha approvato il programma di attività e la pianificazione economica per l’anno 2016, e ha dato il definitivo ok alla modifica dello statuto che elimina il Consiglio direttivo e assegna tutti i compiti amministrativi a un CdA rappresentativo non solo delle cinque province coinvolte (Bolzano, Trento, Belluno, Udine, Pordenone) ma anche delle Regioni Veneto e Friuli-Venezia Giulia.

Fonte: Provincia autonoma di Bolzano

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