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News | Gestori di rifugio da tutte le Dolomiti in Val di Zoldo

World Heritage
30 novembre 2019

È diventato ormai uno degli appuntamenti più attesi dell’anno il corso che la Fondazione Dolomiti UNESCO dedica ai gestori dei 66 rifugi che operano all’interno del Patrimonio Mondiale. Quest’anno l’incontro si è svolto nel comune di Val di Zoldo il 28 e 29 novembre 2019. Ottima la partecipazione: ben la metà dei gestori dell’ “area cuore” delle Dolomiti Patrimonio Mondiale era presente alla due giorni, finalizzata come sempre alla formazione dei primi ambasciatori dei valori UNESCO, ma anche alla discussione sulle problematiche comuni e sulle possibili soluzioni. Presente alla conclusione dei lavori il presidente della Fondazione Dolomiti UNESCO Mario Tonina: “Siete gli ambasciatori del riconoscimento UNESCO perché vivete nel cuore delle Dolomiti e ne toccate con mano le sfide. Grazie alla vostra attività contribuite a mantenere la montagna abitata. Non abbiamo altra scelta che fare sempre più rete, sia a livello locale che internazionale. Sono infatti qui in vostro ascolto al fine di farmi portavoce delle vostre necessità all’interno del Consiglio di Amministrazione della Fondazione”.

I LAVORI

L’inizio del programma non poteva che essere in quota: al rifugio Città di Fiume l’architetto e paesaggista Cesare Micheletti, e il geologo Emiliano Oddone, hanno accompagnato i gestori ad apprendere un metodo di lettura del paesaggio dolomitico, per rispondere alla sempre più frequente necessità di dar conto, ai turisti provenienti da tutto il mondo, delle ragioni che hanno portato al riconoscimento UNESCO.

Nella sala polifunzionale del Comune di Val di Zoldo, a Fusine, è iniziato il confronto, introdotto dai saluti del sindaco di Val di Zoldo Camillo De Pellegrin, del direttore della Fondazione Dolomiti UNESCO Marcella Morandini e del presidente del CAI Veneto Renato Frigo.

Nel suo intervento Enrico Vicenti, segretario generale della Commissione Nazionale Italiana per l’UNESCO ha illustrato ai partecipanti il significato dell’essere cittadini e operatori economici in un luogo riconosciuto Patrimonio Mondiale dall’UNESCO, partecipando quindi a una responsabilità globale.

La seconda giornata di lavori è stata interamente dedicata al confronto tra rifugisti, facilitato dalla moderazione di esperti, su quattro tematiche particolarmente sentite: larisorsa acqua, le prenotazioni online, le interazioni fra la rete dei produttori di qualità e la rete dei rifugi e la gestione dei flussi turistici, per il miglioramento dell’ospitalità. Hanno moderato il dibattito: l’architetto Irma Visalli; Andrea Omizzolo, ricercatore dell’Accademia Europea di Bolzano – EURAC; Marco Tonet, ideatore dell’Alta Via Dolomiti Bellunesi e Giacomo Benedetti, Presidente della Commissione Nazionale Rifugi del CAI – Club Alpino Italiano.

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LE DICHIARAZIONI

Mario Tonina, presidente Fondazione Dolomiti UNESCO: “Dobbiamo fare gioco di squadra e voi rifugisti ne siete protagonisti perché sapete quanto sia importante avere cura del proprio ambiente montano e quando sia strategico salvaguardare il paesaggio delle Dolomiti inteso come spazio di vita. Voi potete davvero fare la differenza. Ci vogliono responsabilità e consapevolezza e noi come Fondazione – ha concluso – ci impegneremo al massimo. Gli effetti dei cambiamenti climatici sono sempre più evidenti e complessi da gestire ed affrontare. Penso ad esempio alla gestione dell’acqua o degli eventi estremi. I rifugi – ha aggiunto – sono presidi culturali d’alta quota, come li ha felicemente definiti l’amico Annibale Salsa. Luoghi in cui non dobbiamo aver paura di fare educazione a tutto campo e promuovere comportamenti virtuosi da parte di chi li frequenta, ribadendo la stretta e reciproca connessione tra impatti globali e locali”.

Camillo De Pellegrin, sindaco di Val di Zoldo: “Il rapporto tra gestori di rifugio e amministratori deve essere sempre più stretto, a partire dalla convinzione comune che il riconoscimento UNESCO è una base di partenza e non un punto di arrivo. I cambiamenti climatici ci mettono davanti alla necessità di pensare a una montagna senza lo sci. Naturalmente non è quello che vogliamo, ma dobbiamo essere pronti al piano B. Ben venga quindi il confronto con i gestori sull’identità del territorio e su quale debba essere il ruolo dei Comuni per far sì che le Dolomiti UNESCO rimangano un simbolo mondiale, attraverso politiche condivise”.

Marcella Morandini, direttore Fondazione Dolomiti UNESCO: “La metà dei gestori di rifugio dell’area cuore delle Dolomiti Patrimonio Mondiale, è qui. È un bellissimo segnale, che testimonia il riconoscimento della Fondazione Dolomiti UNESCO come piattaforma comune per il confronto tra tutte le realtà del territorio. Si moltiplicano tra l’altro le iniziative comuni, che mettono al centro la collaborazione, in tutte le province dolomitiche: basti pensare all’Alta Via delle Dolomiti Bellunesi, all’Anello delle Dolomiti Fiulane, al Palaronda Trek o al progetto Dolomiti Senza Confini tanto per citare qualche esempio. Aristotele diceva che l’insieme è maggiore della somma delle sue parti. I gestori di rifugio l’hanno capito fin dall’inizio”.

Enrico Vicenti, segretario generale della Commissione Nazionale Italiana per l’UNESCO: “Il senso di questa iniziativa è quello di dare valore al riconoscimento del Patrimonio Mondiale tra le comunità locali, come richiesto dall’UNESCO: i gestori di rifugio, con il loro radicamento nel territorio, sono i primi ambasciatori del Patrimonio in tutte le sue caratteristiche, sia naturalistiche che culturali.

Mario Fiorentini, presidente dell’Associazione Gestori Rifugi Alpini del Veneto e gestore del Rifugio Città di Fiume: “Quest’anno il corso, oltre che formare i gestori di rifugio ai valori del Patrimonio in cui operano, ha avuto una declinazione molto operativa. Tra le tematiche concrete che abbiamo discusso credo sia particolarmente urgente quella della risorsa idrica, senza la quale non è possibile tenere aperte le nostre strutture. L’altro problema è quello dei reflui la cui gestione, con l’aumento considerevole dei flussi turistici, non può più essere lasciata alla libera distribuzione nell’ambiente ma deve essere il più possibile regolata”.

Duilio Boninsegna, gestore del Rifugio Pradidali: “La solidarietà reciproca, tra gestori di rifugio, è fondamentale. Ne è un esempio l’incontro di questi giorni in Val di Zoldo. La nostra esperienza tra le Pale di San Martino è molto positiva da questo punto di vista: anche il marketing viene gestito congiuntamente e i risultati si vedono, ma la collaborazione può benissimo avvenire anche tra i gestori di rifugio dell’intero arco dolomitico”.

Le video interviste





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