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La Fondazione Dolomiti UNESCO

Perchè è nata la Fondazione Dolomiti UNESCO?

Nel 2009 – il 26 giugno – l’UNESCO ha riconosciuto le Dolomiti Patrimonio dell’Umanità per il loro valore estetico e paesaggistico e per l’importanza scientifica a livello geologico e geomorfologico.

Le Dolomiti però non sono un’ininterrotta catena di cime, bensì nove sistemi montuosi tra loro separati da vallate, fiumi, altri gruppi di montagne. I 142mila ettari che formano il Bene UNESCO costituiscono un sorta di arcipelago, distribuito su un’area alpina molto più vasta e suddiviso in cinque Province diverse tra loro dal punto di vista istituzionale e amministrativo.

Dolomiti di Sesto foto di Georg Tappeiner

Il 13 maggio 2010, facendo seguito allo specifico impegno preso nei confronti dell’UNESCO di garantire una gestione efficace e coordinata del Bene Dolomiti, le Province e le Regioni coinvolte hanno costituito la Fondazione Dolomiti – Dolomiten – Dolomites – Dolomitis UNESCO. Si tratta delle Province di Belluno, Bolzano, Pordenone, Trento, Udine, e delle due Regioni Friuli Venezia Giulia e Veneto.

Il ruolo e la sfida della Fondazione Dolomiti UNESCO

La Fondazione, che rappresenta il referente univoco sia per il Ministero italiano dell’Ambiente sia per il Comitato per il Patrimonio mondiale UNESCO, ha il compito di promuovere la comunicazione e la collaborazione tra gli Enti territoriali che gestiscono e amministrano – ciascuno secondo il proprio ordinamento – il territorio definito dall’UNESCO Patrimonio dell’Umanità.

I poteri amministrativi e gestionali rimangono pertanto prerogativa delle Province e delle Regioni, secondo le normative vigenti, mentre la Fondazione svolge un fondamentale ruolo di coordinamento per l’armonizzazione delle politiche di gestione del Bene Dolomiti, con l’obiettivo di costruire una strategia condivisa, denominata appunto ‘Strategia Complessiva di Gestione del Bene’.

World Cafè Dolomiti 2040 Quale futuro per le Dolomiti UNESCO?

Quella della Fondazione è una grande sfida rispetto alla complessità del Bene dolomitico – pensiamo alle diversità linguistiche e culturali, oltre che amministrative – che non trova eguali negli altri siti del Patrimonio UNESCO. Per questo la Fondazione vanta il primato di essere un organismo del tutto inedito, appositamente creato per favorire lo sviluppo sostenibile di un territorio che è anche storicamente molto diversificato.

La Strategia Complessiva di Gestione del Bene della Fondazione Dolomiti UNESCO

Compito della Fondazione Dolomiti UNESCO per il 2016 è definire la ‘Strategia Complessiva di Gestione del Bene’, la strategia di governance condivisa delle Dolomiti Patrimonio UNESCO finalizzata al mantenimento dei valori universali del Patrimonio mondiale e concentrata su tre assi: conservazione, comunicazione e valorizzazione.

La Strategia Complessiva si basa sul principio della “gestione a rete” e si attua per mezzo di cinque Reti Funzionali interregionali/interprovinciali, che sviluppano ciascuna una tematica specifica del Bene (patrimonio geologico, patrimonio paesaggistico e aree protette, promozione del turismo sostenibile, formazione e ricerca scientifica e sviluppo ,turismo sostenibile e mobilità). La continua relazione tra queste reti permette di uniformare la conoscenza raggiunta al loro interno grazie alla ricerca, di utilizzare le numerose esperienze vincenti e di proporre linee guida di gestione omogenee e coerenti con i livelli di competenza e con le prassi amministrative di ciascun territorio.

Odle Dolomiti UNESCO

Sono 4 i “pilastri” su cui poggia la Strategia: patrimonio (conservare gli eccezionali valori universali per un territorio orientato al Patrimonio Mondiale), esperienza (valorizzare l’esperienza di visita per un turismo sostenibile orientato al Patrimonio Mondiale), comunità (accrescere la consapevolezza locale per una comunità rivolta al Patrimonio Mondiale), sistema (coordinare le attività gestionali per una governance rivolta al Patrimonio Mondiale).

La Strategia Complessiva di Gestione pone l’ambiente naturale al centro dell’interesse sociale ed economico e la cooperazione quale metodo per sperimentare politiche innovative per la crescita consapevole. Si tratta di un documento concertato che rappresenta la volontà di superare la conservazione passiva dell’ambiente in favore di una responsabilità ambientale diffusa (Protected Landscape Approach), uno strumento flessibile e dinamico, un insieme di strategie e di obiettivi adattabili ai luoghi e verificabili nel tempo, sulla base di un processo che comprende la mediazione e la compensazione fra interessi diversi.

Tavolo tecnico Strategia Complessiva di Gestione Dolomiti UNESCO

Ogni attività finalizzata alla conservazione, comunicazione e valorizzazione del Bene – cioè inerente la Strategia Complessiva – viene pertanto sviluppata secondo questo principio di rete, che vuole assicurare il coinvolgimento e la condivisione tra la vasta gamma di stakeholder con responsabilità di gestione – diretta e indiretta – sul territorio del Bene.
Ogni sei anni il Centro per il Patrimonio Mondiale UNESCO monitora lo stato di conservazione e gestione del Sito per mezzo di esperti della IUCN (International Union for Conservation of Nature). Lo scopo di queste valutazioni, svolte anche tramite visite sul campo, è la verifica del livello di attuazione degli obiettivi che la Fondazione ha dichiarato nel proprio programma pluriennale e l’esame dello stato di conservazione e gestione del Bene.

Sede amministrativa di Cortina d’Ampezzo
Comun Vecio
Corso Italia, 77
32043 Cortina d’Ampezzo (BL)
Da lunedì a venerdì dalle 9.00 alle 13.00 e dalle 14.00 alle 17.00

Sede legale di Belluno
Palazzo Piloni
Via Sant’Andrea, 5
32100 Belluno

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