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News | Dal Blog BEST OF DOLOMITES il racconto di Alberto Bregani del primo trekking fotografico

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5 aprile 2018

Dal Blog BEST OF DOLOMITES

il racconto di Alberto Bregani del primo trekking fotografico

sistema 6 Puez Odle

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Imboccata la strada che dall’uscita di Chiusa, sulla A22 verso il Brennero, porta verso S.Maddalena, la Val di Funes ci accoglie da subito con i suoi silenzi, i suoi pendii scoscesi, i suoi masi in legno, lassù in alto, prima di aprirsi e lasciare che lo sguardo incontri le cime del magnifico Gruppo delle Odle, nostra destinazione e soggetto principale di questo primo trekking fotografico targato “Best Of Dolomites”.

Siamo nel Parco Naturale Puez-Odle, uno dei sette territori istituiti per la protezione e la tutela dell’ambiente in Alto Adige. Siamo qui per celebrare con la nostra fotografia la bellezza dell’imponente gruppo montuoso “del Puez e delle Odle”, nel sistema n.6 delle Dolomiti, Patrimonio UNESCO; e per scoprire e imparare qualcosa di più sulle tradizioni del posto, grazie alla collaborazione della Fondazione Dolomiti UNESCO che ci supporta nell’organizzazione degli incontri con rappresentanti o personaggi locali, per quegli importanti momenti culturali che sono e saranno parte integrante di tutti e nove gli appuntamenti di Best Of Dolomites. 

La nostra base è Tiso, un piccolo paese all’imbocco della valle, con il suo campanile a punta e un interessante Museo mineralogico, curato da Paul Fischnaller (il “cercatore di cristalli”). Nuovamente viaggi, l’agenzia che per Best Of Dolomites si occupa della gestione dei soggiorni dei nostri ospiti, ci ha sistemati presso il delizioso hotel “Stern”, nel cuore del paese; non ci vuole molto a capire che saremo coccolati come meglio non si può dalla cortese famiglia che lo gestisce.

I partecipanti arrivano in ordine sparso dalle più svariate città italiane, ma comunque in orario perfetto per inaugurare insieme a noi, con un aperitivo di benvenuto a base di “Hugo”, il classico altoatesino, questo nostro weekend. Il meteo sembra voglia riservarci nuvole e neve. Nessuna paura. Per molti sarebbe un vero peccato; per noi invece è una vera fortuna.

Tempo di andare, tempo di fotografare

Due giorni, due puntate nel cuore delle Odle. Sia l’escursione di sabato, per arrivare a Malga Gampen (2.062 m.) proprio sotto la Furchetta, tra le principali cime delle Odle, che quella di domenica a Malga Dusler (1.782 m.), con tutto il gruppo montuoso proprio davanti a noi, vengono accompagnate da brevi ma intense nevicate. Lo spettacolo è garantito: il continuo andirivieni di luci e ombre, di nuvole che coprono e scoprono il sole e le creste delle Odle creano situazioni fotografiche perfette, per raccontare le suggestioni che solo queste condizioni possono offrire. Le ciaspole non servono, i sentieri sono battuti e il soffice strato di neve caduta ogni notte ci regala la grande emozione di essere i primi ad attraversare i boschi silenziosi che conducono alle nostre destinazioni. Pochissime persone nei dintorni, giusto qualche salve e arrivederci a coloro che salgono o scendono con gli slittini nella strada bianca e ben battuta che si snoda tra gli alberi e che ogni tanto incrociamo. La pace è totale.

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Alla fine saranno state due esperienze magnifiche che, tra andata, soste e ritorno, ci avranno portati senza accorgerci fino al primo pomeriggio di ciascuna giornata. Su percorsi molto dolci in termini di dislivelli, senza alcun pericolo, che consigliamo a tutti; che sia primavera, estate o autunno. Ricordo che il luogo di partenza della gran parte delle escursioni nel parco naturale è in corrispondenza del punto ristoro e informazioni “Treff Punkt”, nel comodo parcheggio di Malga Zannes, qualche chilometro sopra Santa Maddalena. Non dimenticatevi di fermarvi al termine della vostra gita: sarete deliziati, come lo siamo stati noi,  da una proposta eno-gastronomica di grande livello, che ruota in modo impeccabile intorno alla tradizione. La classica ciliegina sulla torta – direi meglio, in questo caso, la marmellata sui kaiserschmarrn –  da non mancare, prima di riprendere la strada verso casa.

Oskar e le sue pecore occhialute

Nel tardo pomeriggio di sabato incontriamo Oskar Messner per conoscere la storia delle sue pecore occhialute, un’antica razza ovina nata proprio nella valle di Funes intorno al ‘700, dall’incrocio tra le pecore con gli occhiali della Carinzia e quelle padovane e bergamasche. Una bellissima razza che rischiava di estinguersi e che Oskar, insieme a Günther Pernthaler, ha recuperato con la missione di salvare la biodiversità, lottare contro l’abbandono delle valli, valorizzare il territorio attraverso il recupero delle tecniche di produzione tradizionali. Una splendida iniziativa che potrete approfondire al link a fine pagina. Oskar – che a questa attività unisce quella di chef nel suo ristorante Pitzock a S.Pietro, al quale è stata riconosciuta una stella Michelin – ci ha accompagnati al maso dove “risiedono” le pecore, per vederle, fotografarle e ascoltare questa incredibile avventura che coinvolge ormai più di cento allevatori. Grazie Oskar per la tua cortesia e disponibilità. E buon lavoro.

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È domenica

Nuvole, silenzi e spruzzate di neve sono ancora con noi. Restiamo incantati con il naso all’insù nel seguire i giochi di luce sulle Odle imbiancate di fresco proprio davanti a noi, dal palcoscenico privilegiato di Malga Dusler a 45min dalla macchina. Vorremmo proseguire verso malga Gschnagenhardt, poco più in su, ma in tarda mattinata le Odle ci salutano definitivamente, certe di averci comunque regalato uno spettacolo unico. Ne siamo consapevoli e ringraziamo. Di ritorno la neve si fa man mano pioggerella leggera. Arriviamo in hotel ma abbiamo ancora un po’ di tempo a nostra disposizione; Cesare, amico e ideatore del nostro logo, con noi per questa “prima“, sostiene ce ne sia abbastanza per fare una sorpresa a tutti i partecipanti e concludere nel migliore dei modi questa prima tappa di Best Of Dolomites.

Data la vicinanza e il fatto che sia sulla strada del rientro, chiamo allora il nostro amico e fotografo Kurt “Lightcatcher” Moser a Caldaro, sulla Strada del Vino, per passare da lui per un saluto, nel  suo magnifico studio fotografico posto all’interno di un castello del tempo che fu, e far conoscere ai nostri amici il suo incredibile progetto: raccontare le Dolomiti (paesaggi e personaggi) con la tecnica dell’ambrotipia utilizzando alcune macchine fotografiche a soffietto dei primi del ‘900, di notevoli dimensioni, da trasportare con un furgone apposito con camera oscura annessa. Fotografie su lastre di vetro appositamente realizzate in Boemia.

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Un’altra storia particolare, fatta di passione e determinazione come quella delle pecore di Oskar, che racconta la lunga ricerca di un uomo, Kurt,  che vuole utilizzare questa tecnica per catturare le Dolomiti dentro un’immagine unica, eterna, permanente. Un’altra persona che, ancora una volta, vuole riscoprire e recuperare qualcosa di antico, ormai perduto, all’origine della fotografia. Non è usuale potergli fare visita. Per questo la sorpresa, l’emozione e l’incredulità dei nostri amici dopo averlo conosciuto e aver compreso il valore del suo progetto, andranno oltre le aspettative. Sono veramente felice di aver potuto regalare loro questo momento. Forse irripetibile. Sicuramente unico.

Un imbrunire uggioso ci raggiunge nel piazzale del castello, mentre tutti salutano tutti, tra sorrisi, abbracci e  promesse di rivederci nei prossimi mesi lungo qualche altro sentiero. Quel che sarà sarà. Ciò che conta per ora, è quello che è rimasto negli occhi e nel cuore di ciascuna delle persone che hanno preso parte con grande entusiasmo, disponibilità e simpatia a questa ”Prima” e che ringrazio a nome di tutto il nostro staff.

Mi auguro sia stata un’esperienza che possano portare con loro a lungo e vogliano raccontare ad altri. Perché “La Bellezza è la moneta della Natura. Non bisogna accumularla ma farla circolare” (John Milton).

Alla prossima, nelle Dolomiti di Brenta a fine aprile. E non preoccupatevi sempre del meteo, le nuvole sono nostre amiche 😉

Con amicizia,
Alberto Bregani


Ph. Alberto Bregani | Best of Dolomites

Ph. Mirko Sotgiu | Trekking fotografici

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