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News | Torna il Trento Film Festival… e torna il Premio Speciale Dolomiti UNESCO!

manifesto-trento-film-festival-2018 Incontri
26 febbraio 2018

E’ uno degli eventi più attesi dell’anno dagli amanti della montagna. E lo è dal 1952. Quella che verrà inaugurata il 26 aprile e che si concluderà il 6 maggio sarà la sessantaseiesima edizione del Trento Film Festival. Anche quest’anno, accanto alle Genziane d’oro e d’argento, ci sarà anche un premio speciale assegnato dalla Fondazione Dolomiti UNESCO in collaborazione con la SAT, la Società Alpinisti Tridentini. Si rinnova dunque la collaborazione con la più importante rassegna internazionale cinematografica dedicata alla montagna, realtà che, a sua volta, figura tra gli storici sostenitori della Fondazione stessa.

COM’ERA ANDATA L’ANNO SCORSO:

“DALLE DOLOMITI ALLE ANDE”… PASSANDO PER IL CANADA

Nell’edizione 2017 del Trento Film Festival l’opera scelta per il premio “Dolomiti UNESCO” era stata quella della regista canadese Nettie Wild: “Koneline: Our Land Beautiful”, che secondo la Giuria esprimeva al meglio la promozione della consapevolezza delle comunità rispetto ai valori ambientali e la capacità di una conservazione attiva del territorio. Valori perfettamente coerenti con lo spirito che ha animato la candidatura delle Dolomiti a Patrimonio UNESCO e che si ritrovano, declinati in tante indicazioni concrete, anche nella Strategia Complessiva di Gestione del Bene. L’opera della Wild, ambientata sulle Ande, descrive una condizione perfettamente assimilabile a quella di tanti gestori di rifugi dolomitici: l’attesa della neve, dei turisti,  il timore di vedere vanificati il proprio lavoro e la propria capacità di resilienza a 3500 metri di quota. Un’ansia che, da privata e personale, diventa pubblica e universale, traducendosi nella riflessione sui cambiamenti climatici.

I PREMI SPECIALI “DOLOMITI UNESCO”

Il Trento Film Festival non è l’unico evento culturale che vede l’assegnazione dei “Premi Speciali Dolomiti UNESCO”: da qualche tempo la Fondazione promuove infatti riconoscimenti specifici in molte rassegne, su tutto il territorio della province di Belluno, Bolzano, Pordenone, Trento e Udine. L’ultimo in ordine di tempo è stato quello assegnato, a Dobbiaco, a  Günther Pitscheider nell’ambito del concorso fotografico Dolomystic. Ma in precedenza la Fondazione era stata presente con il suo riconoscimento per premiare, alla memoria, l’impegno civile di Sergio Reolon, ricordato in occasione del Premio Pelmo d’Oro 2017, l’attività divulgativa di Vandana Shiva, intervenuta a Pordenonelegge su “Ambiente e innovazione” e l’opera di Ferruccio Vendramini “Prima del Vajont. Per una storia di Longarone e dintorni”, Cierre Edizioni, presentata a Tolmezzo nell’ambito della rassegna Leggimontagna. L’obiettivo della Fondazione è duplice: da un lato accrescere la diffusione dei valori UNESCO in ogni singolo territorio (e grazie al prestigio di alcuni eventi, anche a livello nazionale e internazionale); dall’altro unire tra loro i territori stessi, creando occasioni nelle quali diventi evidente ciò che lega, al di là delle differenze culturali, linguistiche o amministrative, tutte le realtà all’interno delle quali sorgono i Sistemi Dolomitici riconosciuti dall’UNESCO, ovvero il dovere e l’onore di promuovere la conservazione delle Dolomiti, lo sviluppo sostenibile del territorio, i valori ambientali e culturali che ne hanno motivato l’iscrizione nella lista dei Patrimoni mondiali dell’umanità.

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