Edizione 2025: Corso Amministratori a Claut e Cimolais

È iniziato oggi (venerdì 3 ottobre) a Claut (PN) e proseguirà domani a Cimolais (PN), alle porte del Parco Naturale delle Dolomiti Friulane, il quarto corso di formazione annuale dedicato gli Amministratori dei Comuni interessati dal riconoscimento UNESCO e impegnati nella gestione del Bene; l’attenzione, quest’anno, è incentrata sui giovani e sull’importanza dell’intreccio generazionale per la gestione del Patrimonio Mondiale nei prossimi decenni.

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Saluti istituzionali al corso formativo amministratori in Friuli Venezia Giulia

L’incontro dal titolo «Conoscenza, Responsabilità, Consapevolezza. Il ruolo delle amministrazioni locali per la gestione delle Dolomiti Patrimonio Mondiale» è itinerante (le precedenti edizioni si erano svolte a Belluno, Primero San Martino di Castrozza e Andalo) e consente a sindaci, assessori, consiglieri comunali, tecnici provenienti da tutte le province delle Dolomiti Patrimonio Mondiale, di scambiarsi esperienze, buone pratiche, riflessioni su come affrontare, ciascuno nel proprio ruolo, le opportunità e le responsabilità connesse al riconoscimento UNESCO.

Dopo il saluto e il benvenuto ai partecipanti da parte del Sindaco di Claut Gionata Sturam, è iniziato il ricco programma della due giorni. A margine del suo intervento, il presidente della Fondazione Dolomiti UNESCO e presidente della Provincia di Belluno Roberto Padrin ha messo in luce come il ruolo degli Amministratori sia decisivo nell’affrontare le sfide della gestione del Patrimonio Mondiale e nel far crescere la consapevolezza della popolazione locale: «Una delle questioni che vogliamo affrontare tutti insieme in questi giorni– ha rimarcato Padrin – è quella del ruolo delle giovani generazioni nella gestione del Patrimonio Mondiale. Non dobbiamo domandarci solo come saranno le Dolomiti nel 2050, ma chi (e come) garantirà la tutela e lo sviluppo sostenibile di un Bene tanto complesso come quello che abbiamo in custodia. Abbiamo scelto di parlare di intreccio generazionale perché nella relazione tra generazioni si possono costruire strategie di lungo periodo e pratiche di tutela del Patrimonio. L’incontro – ha concluso Padrin – può dunque rappresentare l’occasione giusta per capire come promuovere la formazione e la partecipazione dei giovani nelle stesse istituzioni e nelle realtà che si occupano di tutela del territorio».

Platea corso amministratori dolomiti

Questo il commento del presidente del Parco Naturale Dolomiti Friulane e sindaco di Erto e Casso, Antonio Carrara: «È un onore ospitare nel nostro territorio amministratori provenienti, oltre che dal Friuli Venezia Giulia, anche dal Trentino, dall’Alto Adige e dal Veneto. Abbiamo tutti in comune l’impegno di prenderci cura di un territorio del quale è stato riconosciuto l’Eccezionale Valore Universale ma che è caratterizzato da peculiarità ed eccellenze specifiche. La presenza dei Parchi Naturali e la loro relazione con le amministrazioni e la società civile del territorio, sono uno degli elementi di complessità propri della gestione del Patrimonio Mondiale e occasioni come queste rappresentano una straordinaria opportunità di conoscere esperienze diverse e approfondire le caratteristiche dei territori ospitanti».

Proprio per questo si è deciso quest’anno di aggiungere al programma anche la visita alla diga del Vajont e al Centro Visite di Erto e Casso, a pochi giorni dal sessantaduesimo anniversario del disastro.

«L’incontro tra amministratori è ormai un evento consolidato e atteso», ha commentato Giovanni Gardelli, Dirigente Generale del Dipartimento Urbanistica, energia, catasto, tavolare e coesione territoriale della Provincia autonoma di Trento, ente che coordina la Rete della Formazione della Fondazione Dolomiti UNESCO, tramite l’organizzazione di TSM – STEP Scuola per il Governo del Territorio e del Paesaggio. «Il corso è occasione di formazione e confronto tra amministratori che hanno scelto di impegnarsi e di lavorare per popolazioni che abitano la montagna. Attraverso l’incontro e l’approfondimento è possibile condividere un’idea di futuro che, avendo le proprie radici nell’identità delle Comunità di abitanti delle Terre Alte, si proietti a costruire nuove politiche per vivere rispettosamente la montagna. In questo contesto la Fondazione Dolomiti Unesco, con la sua capacità di fare rete tra realtà diverse, è il luogo privilegiato per conoscersi e per promuovere azioni formative che siano basate anche sullo scambio di idee e sulla ricerca di soluzioni a problemi comuni».

Di qui la scelta di puntare ancora una volta su un’intera sessione dedicata ai laboratori di futuro, in programma nella giornata di domani, sabato 4 ottobre: i partecipanti saranno chiamati a delineare quali elementi potrebbero caratterizzare le generazioni che da qui al 2050 custodiranno il Patrimonio Mondiale e di conseguenza le azioni utili a realizzare gli scenari auspicati e i cambiamenti da promuovere fin da subito.

«Responsabilità e consapevolezza» ha commentato la direttrice della Fondazione Dolomiti UNESCO Mara Nemela, «sono le parole chiave per elaborare delle strategie di futuro.  Ma non c’è assunzione di responsabilità che non parta dalla conoscenza del Patrimonio Mondiale e dei valori paesaggistici e geologici che lo caratterizzano. È fondamentale, dunque, fornire prima di tutto le conoscenze e le chiavi di lettura del riconoscimento UNESCO agli Amministratori: sono loro il riferimento fondamentale per sviluppare strategie di tutela attiva di un territorio che abbiamo in custodia e che abbiamo la responsabilità di consegnare alle future generazioni, con le quali è altrettanto fondamentale avviare fin da subito l’intreccio generazionale su cui stiamo riflettendo in questi giorni».

Questa attività è inserita nel progetto “Capacity building. Rafforzare il capitale sociale e territoriale del Sito Dolomiti Patrimonio Mondiale (WHS) per uno sviluppo duraturo e sostenibile delle Comunità locali”, realizzato con il contributo del Fondo Comuni confinanti.