Bletterbach: la comunità locale come motore della ricerca paleontologica

Per la comunità scientifica, la gola del Bletterbach tra Aldino e Redagno, è nota come sito di rinvenimento di impronte fossili appartenenti a più di 16 diverse specie di sauri. La recente pubblicazione del manuale “Vertebrate Ichnology – tracks and trails, consumption, digging and reproduction, geoconservation”, che offre una panoramica completa e un’analisi delle tracce fossili di vertebrati a livello mondiale, attribuisce un ruolo determinante alla comunità locale proprio nell’ambito della ricerca paleontologica.

Impronte di dinosauro nella Gola del Bletterbach

Ph. GEOPARC Bletterbach

Nella gola del Bletterbach ad Aldino in Bassa Atesina in Alto Adige, – Sistema ‘Bletterbach’ delle Dolomiti Patrimonio Mondiale – nel corso degli ultimi decenni, gli scienziati hanno rinvenuto alcune centinaia di impronte appartenenti ad almeno 16 diverse specie di rettili del Permiano, risalenti a circa 260 milioni di anni fa. Si tratta prevalentemente di tracce lasciate da erbivori di medie e grandi dimensioni, ma erano presenti anche carnivori grandi e piccoli e numerosi onnivori, capaci di adattarsi alle mutevoli condizioni climatiche di quell’epoca. Tutte queste specie si estinsero con la grande crisi al passaggio Permiano-Triassico, circa 250 milioni di anni fa.

Il nuovo libro “Vertebrate Ichnology – tracks and trails, consumption, digging and reproduction, geoconservation” dei paleontologi Lucas G. Spencer (New Mexico Museum of Natural History), Adrian P. Hunt (Flying Heritage and Combat Armor Museum, USA) e Hendrik Klein (Museo Paleontologico, Germania) è concepito come manuale scientifico di riferimento nel campo delle impronte fossili dei vertebrati e raccoglie i ritrovamenti più significativi a livello mondiale, tra cui anche quelli del Bletterbach. Gli autori, che hanno potuto contare sul supporto di colleghe e colleghi scientifici locali – nel caso della gola del Bletterbach sulla paleontologa sudtirolese Evelyn Kustatscher – sottolineano l’impegno della popolazione locale per questo sito in particolare.

“La gola del Bletterbach è un esempio perfetto di come una comunità locale possa sviluppare dal basso un importante progetto paleontologico. Gli abitanti del posto hanno supportato scienziati internazionali (tra cui nomi noti della paleontologia e geologia italiana come Piero Leonardi, Umberto Nicosia, Giuseppe Leonardi e Maria Alessandra Conti) nel lavoro sul campo, sia a livello logistico che nella ricerca di fossili”, si legge nella pubblicazione. “Si tratta di un impegno che, come GEOPARC Bletterbach, intendiamo portare avanti e rafforzare in futuro”, sottolinea il presidente del Consiglio di amministrazione Peter Daldos, facendo riferimento a un progetto Interreg dedicato ai temi cambiamento climatico e biodiversità, presentato in collaborazione tra il GEOPARC Bletterbach e i Tiroler Landesmuseen, che – in caso di valutazione positiva da parte del comitato direttivo – dovrebbe avviarsi il prossimo anno.

Per ulteriori informazioni GEOPARC Bletterbach