Sabato 21 febbraio il Cortina Dolomiti Lounge ha ospitato una serata finalizzata a mettere a fuoco come l’incontro tra le diverse nazioni, che ha segnato le Olimpiadi di Milano Cortina 2026 e che rivivrà nelle imminenti Paralimpiadi, trovi un riflesso nello spirito con cui l’UNESCO dal 1945 ha cercato di avvicinare i popoli e, grazie alla successiva Convenzione per il Patrimonio Mondiale, ha indicato la strada della responsabilità condivisa per la protezione di quei siti che come le Dolomiti sono caratterizzati da un Eccezionale Valore Universale.
UN PATRIMONIO CHE PARLA AL MONDO
La Provincia di Belluno e la Fondazione DMO Dolomiti Bellunesi, nello spazio predisposto dalla Fondazione Cortina, hanno dunque voluto dedicare la serata conclusiva dell’evento olimpico alle Dolomiti Patrimonio Mondiale. Una serata che si è aperta con il saluto del presidente della Fondazione Cortina, Stefano Longo, e che è proseguita con l’intervento del Presidente della Provincia di Belluno e della Fondazione Dolomiti UNESCO Roberto Padrin: «Tra queste montagne – ha affermato – abbiamo visto prendere forma l’amicizia, la pace, l’incontro tra i popoli nel segno dei più alti valori dello sport. Le Dolomiti sono terra di dialogo e di convivenza: non un semplice scenario, ma uno spazio che unisce, che invita a superare confini e barriere, proprio come insegna l’ideale olimpico».
GEOLOGIA, CULTURA, FREQUENTAZIONE CONSAPEVOLE
Gli ospiti della serata hanno quindi consentito di affrontare il tema da molteplici punti di vista: dopo l’approfondimento da parte della direttrice della Fondazione Dolomiti UNESCO Mara Nemela sullo spirito con cui l’UNESCO cerca di promuovere il dialogo tra i popoli attraverso l’educazione, la scienza e la cultura e sulla gestione del Sito UNESCO delle Dolomiti, che implica già di per sé un pluralismo geografico, amministrativo e linguistico, il geologo dell’Università di Ferrara Alberto Riva ha offerto una panoramica sui valori geologici del Patrimonio Mondiale, mentre è toccato al giornalista Francesco Chiamulera il racconto della creazione di quell’immaginario collettivo dolomitico, in cui si incontrano lo sguardo locale e quello internazionale. Grazie alla direttrice del Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi Sonia Anelli è stato possibile allargare questo sguardo alle aree più selvagge della montagna bellunese, autentici scrigni di biodiversità, dove l’impatto antropico è minimo, ma dove il ruolo delle comunità locali rimane centrale. Per concludere, una riflessione sul futuro della frequentazione delle Dolomiti, grazie alla responsabile marketing e comunicazione della Fondazione DMO Dolomiti Bellunesi Elisa Calcamuggi che ha presentato il progetto «Montagna Consapevole», realizzato in sinergia con molti altri enti del territorio, per promuovere prudenza e consapevolezza tra i visitatori. Un modo per concludere la serata con un invito alla responsabilità, sia da parte delle comunità locali che devono trovare un equilibrio tra sviluppo turistico e sostenibilità, sia da parte degli stessi frequentatori della montagna.

