Presentato al Senato lo studio “La montagna perduta“

10/02/2016

Veranstaltung beendet

“La montagna perduta. Come la pianura ha condizionato lo sviluppo italiano” è il titolo dello studio realizzato da CER – Centro Europa Ricerche e tsm – Trentino School of Management, basato sull’analisi di una cospicua mole di dati statistici, dal 1951 agli anni più recenti, sull’andamento della popolazione, dell’economia e delle infrastrutture, nelle varie regioni italiane.

Il convengo si è tenuto il 9 febbraio presso il Senato della Repubblica a Palazzo Giustiniani. 

Presenti all’evento, moderato dalla giornalista Maria Concetta Mattei, diversi relatori: Stefano Fantacone, direttore Cer, Gianfranco Cerea per l’Università di Trento, Mauro Marcantoni, direttore tsm, Luca Mercalli, metereologo e climatologo, Ludovica Agrò per l’Agenzia coesione e sviluppo, Annibale Salsa per la Fondazione Dolomiti Unesco ed Enrico Borghi, presidente dell’Intergruppo parlamentare per lo sviluppo della montagna.

L’altitudine in Italia può cambiare il destino di una comunità. A parlare sono i numeri: dal 1951 a oggi, la montagna è stata vittima di spopolamento e abbandono. Se la popolazione italiana negli ultimi 60 anni è cresciuta di circa 12 milioni di persone infatti, la montagna ne ha perse circa 900mila. Tutta la crescita, in pratica, si è concentrata su pianura (8,8 milioni di residenti) e collina (circa 4 milioni). Lo spopolamento della montagna ha però una vistosa eccezione in due regioni: in Trentino-Alto Adige e in Valle d’Aosta.

Cliccando qui è possibile consultare la ricerca.

 

Photo credit S. Rizzotto ‚Area Comelico‘