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Events | Diretta FB Pradidali MUSE

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20 may 2021

Sta per partire la campagna fortemente richiesta dai gestori di rifugio del Patrimonio Mondiale e realizzata dalla Fondazione Dolomiti UNESCO in collaborazione con i rifugisti stessi e i CARD, i Club Alpini della Regione Dolomitica, sull’uso responsabile della risorsa idrica in quota e non solo. Il 20 maggio alle 18 saranno collegati per una diretta facebook sulla pagina delle Dolomiti UNESCO il gestore del rifugio Pradidali (Pale di San Martino) Duilio Boninsegna e due esperti del MUSE di Trento: il geologo Riccardo Tomasoni e il glaciologo Christian Casarotto.

“Come te lo devo spiegare…”

Alcuni gestori di rifugio delle Pale di San Martino hanno pensato bene di collocare all’interno della struttura (in alcuni casi direttamente nei pressi delle docce), due foto del ghiacciaio della Fradusta: una degli anni ’20 del secolo scorso e una recente. La differente superficie ricoperta da ghiacciaio dovrebbe fungere da monito per ospiti a consumare meno acqua possibile. La riduzione delle risorse idriche, che già di per sé rappresenta una grave problema ambientale, si ripercuote anche sull’attività dei gestori, chiamati a spiegare quotidianamente ai clienti che il servizio da loro richiesto non solo non può, ma non deve essere erogato. Le difficoltà quotidiane di chi opera in quota e la necessità di comunicare in modo corretto con gli ospiti, saranno dunque al centro dell’intervento di Duilio Boninsegna, storico gestore del rifugio Pradidali.

Conoscere il problema per affrontarlo

La campagna della Fondazione Dolomiti UNESCO non riguarderà solo le norme di comportamento, ma anche le cause profonde della necessità di risparmiare la risorsa idrica. L’aumento delle temperature nell’ultimo secolo, tutt’ora in corso, ha importanti ripercussioni sulla criosfera, cioè l’insieme delle zone innevate e ghiacciate della Terra, spesso l’unico serbatoio naturale di acqua in alta quota. I ghiacciai arretrano a una velocità tale da poter prevedere la loro totale scomparsa, sotto i 3500 m, entro il 2050. Molti rifugi dolomitici di quote medio-alte si trovano inoltre in aree carsiche, molto diffuse tra i massicci carbonatici del Patrimonio Mondiale UNESCO. Si tratta di settori per loro natura poveri di risorse idriche superficiali, in quanto l’acqua piovana e di fusione nivale è rapidamente assorbita all’interno dell’ammasso roccioso calcareo-dolomitico. Conoscere anche questi aspetti del Patrimonio è un modo per viverlo e rispettarlo al meglio. Di tutto questo ci parleranno dunque i due scienziati del MUSE – Museo delle Scienze di Trento, il geologo Riccardo Tomasoni e il glaciologo Christian Casarotto.

Ph. Alberto Perer

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