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News | Al via la Strategia Complessiva di Gestione

World Heritage
21 Marzo 2016

Venerdì 4 marzo la Giunta della Provincia autonoma di Trento, su proposta dell’Assessore alle infrastrutture e all’ambiente Mauro Gilmozzi, ha approvato la Strategia Complessiva di Gestione del Sito Dolomiti UNESCO. E’, invece, dello scorso 26 gennaio l’approvazione della Strategia da parte della Giunta della Provincia Autonoma di Bolzano-Südtirol.

Approvata il 21 dicembre 2015 dal Consiglio di Amministrazione della Fondazione Dolomiti UNESCO, la Strategia poggia su 4 “pilastri”: Patrimonio (conservare gli eccezionali valori universali per un territorio orientato al Patrimonio Mondiale), Esperienza (valorizzare l’esperienza di visita per un turismo sostenibile orientato al Patrimonio Mondiale), Comunità (accrescere la consapevolezza locale per una comunità rivolta al Patrimonio Mondiale), Sistema (coordinare le attività gestionali per una governance rivolta al Patrimonio Mondiale).

La visita dell’ispettore IUCN nell’ottobre 2011 aveva evidenziato come fosse necessaria la predisposizione di una strategia turistica specifica, visto che il turismo è l’elemento più rilevante di pressione antropica sul Bene. La Strategia Complessiva di Gestione e la Strategia Turistica (politiche per un utilizzo turistico e ricreativo del ecologicamente sostenibile) hanno ora una struttura unitaria funzionale alla visione complessiva del Bene ma, al fenomeno turistico, vi è un’espansione espressamente dedicata. “Perché?” (vision, vale a dire lo scenario di lungo periodo, attraverso le parole chiave – patrimonio, esperienza, comunità, sistema -) e “chi?” (mission attraverso: conservazione attiva, ricerca scientifica, turismo, mobilità, conoscenza e formazione, capacity building, territorio, connessioni, gestione dei conflitti) sono le domande a cui risponde la prima parte del documento che definisce anche la cornice della strategia.“Cosa?” (tavola sinottica con la definizione dei temi, delle linee strategiche, dello stato di attuazione e delle priorità), “come?”, “dove?”, e “quando?” (vale a dire le schede di approfondimento per ciascuna delle linee strategiche, con l’evidenziazione delle attività in essere e delle progettualità) sono le domande a cui risponde la seconda parte del documento e costituiscono il programma esecutivo. Una terza parte contiene una serie di studi di riferimento e linee guida, elementi metodologici (modelli) e i principi di gestione adottati (tools)

La Strategia, elaborata con il supporto del Comitato Scientifico, si basa sul lavoro di studio delle Reti Funzionali nonché sui risultati di #Dolomiti 2040, il processo partecipativo sul futuro delle Dolomiti svoltosi nel 2015, protagonisti i rappresentanti territoriali dei vari gruppi di interesse. Le Reti Funzionali, costituite da Province, Regioni e Parchi, sono lo strumento per la disseminazione degli obiettivi e per l’attuazione equilibrata delle azioni strategiche afferenti al patrimonio paesaggistico e aree protette, geologico, al turismo e mobilità, alla promozione e alla formazione e ricerca. Il processo partecipativo, #Dolomiti 2040, è lo strumento con cui sono stati coinvolti i sostenitori che hanno contribuito direttamente alla definizione delle attività e delle progettualità.

Collaborare (lavorare insieme per ridurre la frammentazione), coordinare (fornire modelli per facilitare le varie attività di gestione), comunicare (offrire una piattaforma comune per mettere in relazione punti di vista, opinioni, esperienze, competenze e saperi diversi) sono le 3C delle Dolomiti: un arcipelago fossile dove ciascuna “isola” rappresenta un aspetto di eccellenza che assume valore universale solo se unito agli altri da un complesso di relazioni di reciprocità a formare una serie unitaria; sono un modello di riferimento mondiale per l’integrazione tra i criteri estetico-paesaggistico e geologico-morfologico, base dell’iscrizione nell’World Heritage Site; sono una piattaforma carbonatica, su cui si sono confrontate generazioni di geologi e si sono formate culture nate dall’incontro di popolazioni diverse.

 

Photo credit: @Pixcube.it

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