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News | Musei delle Dolomiti: verso una nuova rete

morandini_20190607 Ricerca e Formazione
7 giugno 2019

Il nuovo progetto della Fondazione Dolomiti per i Musei del Patrimonio UNESCO; le Invasioni Digitali 2019; la nuova campagna #DolomitesMuseum e una tavola rotonda sulle implicazioni del digitale nella cultura: tutto questo racchiuso in una giornata di formazione e scambio rivolta agli operatori dei musei dolomitici Venerdí 7 giugno 2019.

Scarica qui il comunicato stampa

Dalle 10 alle 17, al Museo Etnografico della Provincia di Belluno (Via Seravella, 1 – Cesiomaggiore), gli operatori dei musei dolomitici si sono incontrati per mettere a frutto le nuove opportunità che il digitale mette a disposizione del patrimonio dolomitico. La giornata – trasmessa in streaming sulla pagina Facebook di DOLOM.IT – è stata ricca di incontri e approfondimenti. Dal nuovo progetto della Fondazione Dolomiti UNESCO per i Musei del territorio, alla presentazione delle Invasioni digitali 2019, seguito da una tavola rotonda sulle implicazioni del digitale sul modo di fare e disseminare cultura. Infine, nel pomeriggio, il workshop dedicato a progettare ‘un’invasione digitale’ e la nuova campagna #DolomitesMuseum.

Ma andiamo con ordine.

Il primo appuntamento della mattina è stato dedicato a ‘Musei Delle Dolomiti’, il nuovo progetto della Fondazione Dolomiti UNESCO che è stato presentato per la prima volta al pubblico degli operatori museali. Il progetto, realizzato con il contributo del Fondo Comuni confinanti nell’ambito del progetto “Valorizzazione del territorio attraverso azioni di gestione e comunicazione integrata del WHS Dolomiti UNESCO”, ha come obiettivo indagare quali pratiche e sinergie i musei del territorio possono attivare per promuovere, in rete, la ricchezza del patrimonio Dolomiti UNESCO.

“Le Dolomiti UNESCO sono caratterizzate da una grandissima varietà di musei” spiega Marcella Morandini, Direttore della Fondazione. “Musei etnografici, geologici, musei d’arte e di scienza: ciascuno è la tessera di un mosaico più grande; la storia, la cultura e il paesaggio delle Dolomiti UNESCO. Il progetto vuole aumentare la consapevolezza dei musei del loro ruolo di promozione del patrimonio dolomitico e introdurre nuovi approcci collaborativi nella sua promozione, anche attraverso nuove sinergie digitali”.

Il progetto ha preso avvio a Febbraio 2019 e ha visto un primo appuntamento il 7 Giugno, ma tanti altri appuntamenti sono in programma nell’arco dell’anno. Con una linea comune: utilizzare il digitale come volano per diffondere la ricchezza dei musei al di fuori dei propri confini geografici, e attivare nuove reti e sinergie tra gli attori culturali del territorio.

“La rivoluzione dell’era digitale ha completamente modificato il modo in cui i musei sviluppano la propria offerta culturale e interagiscono con i propri pubblici, introducendo nuove opportunità e nuove sfide” – continua Stefania Zardini Lacedelli, ricercatrice in Museum Studies all’Università di Leicester, che insieme a Giacomo Pompanin coordina il progetto ‘Musei delle Dolomiti’. “Gli strumenti, le strategie e le nuove filosofie digitali possono rendere il patrimonio dolomitico più vicino, più vitale e più partecipato per i residenti, i visitatori e anche per gli utenti del web”.

“Il progetto riprende una proposta lanciata nel 2012 all’Expo Dolomiti di Longarone, nel convegno Verso una Rete dei Musei delle Dolomiti – hanno ricordato Daniela Perco e Cristina Busatta, del Museo Etnografico della Provincia di Belluno. “In quell’occasione, erano state messe a confronto diverse esperienze di reti museali le cui aree ricadono nel territorio delle Dolomiti”. Oggi le stesse reti sono state chiamate a confrontarsi su un tema comune: le nuove opportunità del digitale per dialogare e coinvolgere i pubblici.

È stato proprio il ‘digital engagement’ – il coinvolgimento dei pubblici attraverso nuovi strumenti digitali – il tema di questa prima giornata di scambio e confronto tra i musei dolomitici: durante la mattina è stata presentata, infatti, la nuova edizione delle Invasioni Digitali 2019, l’iniziativa nazionale che porta le persone a divenire i promotori e narratori della cultura e dei loro stessi territori.

Il digitale, però, è uno strumento complesso. Quali sono le sue implicazioni? Come sta evolvendo la funzione curatoriale? Come integrare diverse voci e diversi piani di lettura del patrimonio? Una tavola rotonda d’eccezione, a chiusura della mattinata, si è confrontata su queste domande. Sono intervenuti, fra gli altri, Cristina Busatta del Museo Etnografico della Provincia di Belluno, Davide Dalpiaz dell’area multimedia del MUSE – Museo delle Scienze di Trento, e Gianluca D’Incà Levis, ideatore di Dolomiti Contemporanee. Il Museo Etnografico di Seravella, il MUSE e Dolomiti Contemporanee sono, infatti, i primi partner che hanno aderito al progetto della Fondazione: altri potranno aggiungersi nel corso dell’anno, grazie a un processo partecipativo che proseguirà con un nuovo appuntamento a ottobre.

Nel pomeriggio: Le invasioni digitali dolomitiche – il workshop

Il progetto ha dato spazio già a un primo momento di co-progettazione tra gli operatori museali, proposto nel pomeriggio. Il workshop ‘Invadi i Musei delle Dolomiti’ ha guidato i partecipanti nell’ideazione delle nuove invasioni digitali dolomitiche. Invasioni Digitali è un movimento culturale nato nel 2013 che si pone l’obiettivo di dare massima diffusione alla conoscenza dei beni culturali, naturalistici e paesaggistici attraverso le nuove tecnologie. Dal 2017, il museo virtuale DOLOM.IT ha promosso l’organizzazione di 25 “invasioni organizzate” di musei, centri storici e itinerari naturalistici, che hanno coinvolto musei, associazioni e comunità locali in un racconto corale e partecipato del patrimonio dolomitico. Tutte le invasioni passate sono state raccolte in un archivio all’interno della piattaforma DOLOM.IT. Quest’anno, all’interno del progetto ‘Musei delle Dolomiti’, verrà proposta un’edizione tematica della manifestazione, lanciando il tema #DolomitesMuseum: invasioni digitali che porteranno a raccontare i musei dolomitici fuori e dentro le proprie mura, condividendo l’esperienza sui social network.

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